DOCCE IN PIRAMIDE

Un passo indietro nella storia della doccia:torniamo indietro a circa 5.000 anni prima della nascita di Cristo ossia agli albori delle civiltà dell‘Eurasia e della Mesopotamia: a differenza di quello che era accaduto nella società preistorica la formalità esteriore inizia ad avere grande rilevanza: risultare eleganti e puliti differenziava le persone ricche e di potere dalle altre. Bellezza, abbigliamento e aspetto fisico sono quindi esibite con orgoglio nei luoghi di maggior rilievo sociale e politico, strutture che iniziano a differenziarsi anche nello stile architettonico, più ricco e imponente. La pulizia esteriore si lega quindi alla pulizia interiore e morale e l’ACQUA diventa un elemento fondamentale nell’immaginario collettivo, finalmente connesso alle pratiche di igiene che naturalmente risultano essere in parte diverse rispetto a quelle attuali: consuetudini che comunque sono alla base delle norme di pulizia occidentali. Nell’antico Egitto le condizioni climatiche, umide e aride, portavano gli egiziani, di qualsiasi estrazione sociale, a ricorrere a bagni giornalieri per refrigerare il corpo e limitare l’azione dei parassiti.

Era normale lavarsi le mani prima dei pasti, lavarsi i denti con del bicarbonato e per le case più abbienti, avere un bagno privato dove dedicarsi alle pratiche di igiene personale e cosmesi. Esisteva anche una prima antenata della doccia: costituita da un setaccio o da un cesto, questo particolare attrezzo permetteva di filtrare l’acqua che veniva solitamente prelevata dal fiume Nilo con grossi vasi o caraffe.
Nel palazzo Reale esistevano vere e proprie camere da bagno e nel Tempio principale addirittura un lago, la cui acqua era definita addirittura sacra.

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