Filosofia della Doccia

Come avevamo già anticipato il termine “igiene” ha origine nell’antica Grecia e deriva dal nome della Dea Igea, figlia di Esculapio e protettrice della salute. Per i medici e gli studiosi del tempo l’igiene era addirittura una branca della medicina dedicata all’ “arte della salute” e aveva come fine ultimo quello di raggiungere il giusto equilibrio psico-fisico nell’uomo.
Le pratiche igieniche del tempo imponevano agli antichi abitanti della Polis una quotidiana attenzione alla propria salute, al benessere e alla pulizia: elemento fondamentale per svolgere queste operazioni era naturalmente l’acqua.
Pisistrato nel VI secolo avanti Cristo, fece costruire ad Atene fontane monumentali dove chi vuole può fare la doccia mettendosi direttamente sotto il getto. Se la fontana era munita di vasca, il bagno era proibito per evitare il rischio di contaminazioni.Nell’Atene del V secolo si moltiplicano le palestre e i ginnasi, muniti tutti di fontane, di vasche per le abluzioni e perfino di piscine, come quella di Delfi.

La vasca da bagno più diffusa divenne un grande contenitore circolare eretto su un piede piuttosto alto e con il basamento svasato e sormontato da un capitello: queste vasche erano essere riempite e svuotate a mano. Questo oggetto era presente per lo più nelle case dei cittadini aristocratici, ma ben presto avvenne un cambiamento decisamente importante: verso la fine del V secolo si diffusero ad Atene bagni pubblici dove vasche individuali erano disposte a corona intorno a una sala circolare riscaldata: luoghi di pulizia certamente ma che divennero ben presto vere e proprie occasioni di aggregazione.

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