LA DIFFUSIONE DELLE TERME

I benefici e le proprietà curative dell’acqua sono ben note al uomo fin dai tempi più antichi quando aspetti come l’igiene e la pulizia non erano certo di grande rilevanza. Se la stanza da bagno era privilegio delle case degli aristocratici, le terme erano edifici molto popolari nella Roma dell’età Imperiale che a questa tipologia di luoghi aveva dedicato grande attenzione. Le case delle più importanti famiglie Patrizie progressivamente si fornirono di bagni sempre più tecnologici, alcuni addirittura videro installato un sistema per il riscaldamento delle acque così da ricreare direttamente nelle mura domestiche una sorta di impianto termale privato. Le terme a Roma erano aperte a tutti i cittadini liberi e per facilitare questa usanza il Governo, riconoscendo l’importanza di queste strutture a livello igienico, aveva mantenuto una politica di prezzi molto conveniente.
Le terme aprivano a mezzogiorno, prima del pasto principale: si trattava di veri e propri centri ricreativi polifunzionale. La maggior parte delle terme includeva centri sportivi, piscine, parchi, librerie, piccoli teatri per ascoltare poesia e musica e una grande sala per le feste, una città nella città.

Le persone che vi accedevano avevano quindi la possibilità di svolgere veri e propri rituali di benessere organizzati in maniera estremamente specifica: un tipico ciclo iniziava con ginnastica in palestra, successivamente ci si recava ai bagni attraverso tre stanze, partendo da quella con l’acqua più tiepida fino a quella con l’acqua più calda. Infine ci si recava nel laconicum , la stanza finale più calda, riscaldata con aria secca ad altissima temperatura.
In tarda epoca cristiana, forse per l’eccessivo costo di manutenzione, forse per i mutati costumi, le terme vennero via via abbandonate. La distruzione degli acquedotti da parte dei barbari ne interruppe poi definitivamente l’uso.

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