UN MONDO SOTTO LA DOCCIA

La rivista americana Atlantic con una ricerca sulle abitudini della popolazione mondiale in relazione alle abitudini di igiene personale, è come se avesse “messo a nudo” il rapporto dell’uomo con la doccia. Gli analisti si sono interessati a sedici macro aree e non hanno puntato soltanto a studiare il rapporto dell’uomo con la pulizia del corpo ma si sono concentrati sulla “relazione” che le persone instaurano con la propria doccia.
Le donne trascorrono in bagno 73,39 minuti al giorno contro la media maschile di 67,08: il 47 per cento degli individui fa la doccia al mattino e solo il 28 per cento la sera.
E adesso una domanda che sarà assurda ma allo stesso tempo interessante: perchè ci si lava? Certo per pulizia, per rinfrescarsi durante i mesi più afosi dell’anno ma non solo. Più del 50 per cento degli intervistati sottolinea l’effetto rilassante: un effetto benefico che la nostra psiche recepisce e ci richiede. Per il 14 per cento il getto d’acqua sulla testa e la solitudine stimolano le idee, trasformando la doccia in un pensatoio: sconfigge le ansie e il malumore e origina nuove idee.

E poi cos’altro stimola la doccia? La socializzazione! In California da vent’anni il bagno è stato trasformato in un luogo di socializzazione, anche grazie alla diffusione dell’idromassaggio. Una pratica diffusa da secoli quella del lavarsi in compagnia, basti pensare alle stazioni termali o alle saune. In Corea e Giappone esistono addirittura i bagni collettivi, ovvero grandi vasche, divise per sesso, dove dopo il lavoro ci si rilassa nudi in ammollo con una birra gelata in mano.
Per quando riguarda la passione per la doccia in cima alla classifica c’è il Brasile: in media 12 docce alla settimana per i carioca seguiti da Colombia, Messico, Medio Oriente, Indonesia e India. Insomma più salgono le temperature più lo scroscio dell’acqua ha un richiamo irresistibile visto che questi Paesi hanno messo dietro realtà dove si fa molto per la promozione dell’igiene come gli Stati Uniti, l’ Europa occidentale, la Russia e persino il Giappone (meno di 5 docce settimanali).

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